Paese

Dati Generali
Il paese di Austis
È un piccolo paese montano situato nella parte occidentale del Gennargentu a 750 mt. s.l.m.La sua storia risale al periodo prenuragico mentre il nome si deve alla dominazione romana, quando Austis era una stazione militare nel periodo dell’imperatore Ottaviano Augusto. Alla periferia del paese, a testimoniare il periodo romano, sono presenti ancora oggi in alcune lapidi delle iscrizioni latine.Il territorio è ricco di boschi, di macchia mediterranea, fiumi e ruscelli e abbonda la selvaggina. L’economia è basata sull’agricoltura e sull’allevamento. L’artigianato è di grande qualità, ricercatissimi i tappeti per la preziosa lavorazione.
Il territorio di Austis
Altitudine: 114/951 m
Superficie: 50,72 Kmq
Popolazione: 959
Maschi: 473 - Femmine: 486
Numero di famiglie: 391
Densità di abitanti: 18,91 per Kmq
Farmacia: corso Vittorio Emanuele, 22 - tel. 0784 67241
Guardia medica: (Sorgono) - tel. 0784 60285
Carabinieri: corso Italia, 109 - tel. 0784 621029
Polizia municipale: via Vittorio Emanuele, 20 - tel. 0784 67213-67089

Storia

AUSTIS, antico dipartimento del giudicato di Arborèa, ora compreso nella provincia di Busachi. Confina da tramontana e levante con Barbàgia-Ollolài, all’ostro con Mandr-e-Lisài, a ponente con una porzione del Barigàdu.

La superficie può valutarsi a 70 miglia quadrate. È paese montuoso, e quelle sue valli che sono irrigate dai rivi appajono amenissime.

Sono in questa regione tre sole popolazioni; cioè Aùstis o Augustis, capo-luogo del mandamento, Tìana, e Teti; nè rimane memoria di altre che ve ne siano esistite nei tempi antichi. Il totale delle anime nel 1805 era 1173, nel 1826 era scemato a 1140, ed in quest’anno 1834 arriva a 1305, distribuite in 324 famiglie.

L’agricoltura è con poca arte e diligenza esercitata. I tre monti di soccorso aveano insieme per dotazione 930 starelli (litr. 45,756) di grano; il qual numero oggi vedesi cresciuto, mentre il fondo nummario di lire sarde 807.15.0. (lire nuove 1550.78) è di molto diminuito. Seminasi più d’orzo, perchè il terreno è più adattato a questo genere. Il grano ordinariamente fruttifica al quintuplo, l’orzo all’ottuplo, le fave egualmente, o poco meno. Raccogliesi molta canapa. I legumi vi riescono d’ottima qualità.

I vigneti dell’augustese e tianese producono oltre il bisogno, e questo superfluo vendesi ai popoli della montagna ed a Teti: siccome però le uve non bene maturano, perciò i vini hanno un po’ d’acerbo.

Avvegnachè per l’opportunità dei terreni vallivi irrigati da molte acque si potesse con lucro coltivare le erbe e piante ortensi, gli augustesi non vi badano, e restan contenti di pochi cavoli, zucche, e pomidoro. Pare che non vorranno più nell’avvenire trascurar le patate.

Molte selve ghiandifere frondeggiano in questi monti. La più considerevole è la denominata di Monte-mannu, una delle più cospicue del regno, popolata di circa 200,000 alberi tra quercie e lecci, e poche migliaja di soveri. La maggior parte degli alberi sono assai grossi, e si potrebbe farne un taglio vistoso, e di molto vantaggio. Vi sono inoltre le selve di Alipio, e Filigoro, Monte-Corte, Sazzàsi e Ghea.

Il bestiame che vi si propaga consiste nelle ordinarie specie, vacche, pecore, capre, porci, cavalle, e pochi giumenti, in totale circa 12,000 capi. I formaggi sono poco lodati. Fassi qualche commercio di capi vivi con gli altri villaggi, e con gli impresari dei macelli.

Il selvaggiume è assai copioso, e da per tutti i boschi si può dar la caccia a cervi, daini, cinghiali, volpi, ecc. L’uccellame è di molte specie, e ciascuna numerosissima.

È questa regione molto abbondante di acque. Molti rivoli la scorrono in varie direzioni, e traversala pure il fiume Fino. A questo si aggiunge il Mamòne nato nei salti di Teti. Queste acque tengono in moto gran numero di molini, e servono a più di 16 gualchiere. Le inondazioni cagionano spesso non tenui danni. Il Dalòro, in cui si scarica il Fino, bagna una porzione di questo territorio.

Da questi fiumi, e da parecchi ruscelli, abbondanti tutti di anguille e trote, potrebbesi trarre non piccol vantaggio con la pesca; tuttavia è cosa rara che qualcuno vi prenda interesse.

Dalle arti meccaniche pochissimi sono quei che facciano esercizio, e che ne traggano utile. I telai, che non avanzano di molto i 300, sono l’unico ramo d’industria che giovi alle famiglie per la vendita che si fa ai gavoesi cillonàjos del panno forese, e di un minor numero di pezze di tela.

Le scuole normali stabilite nei paesi di questo dipartimento sono poco ben regolate, nè vi frequentano più di 35 fanciulli, ai quali non si insegna, come sarebbe dovere, il catechismo agrario.

Il governo spirituale è commesso all’arcivescovo d’Oristano; l’ordinaria amministrazione della giustizia, e pulizia dei paesi dipende dal barone, che tiene in Aùstis, capo-luogo del mandamento, un delegato di giustizia, dipendente dalla prefettura di Busàchi.

Non avvi in questo dipartimento alcuna stazione, e minor dell’opinione è il vantaggio che sentono i comuni dai 59 individui tra fanti e cavalli coscritti pel battaglione di Busàchi dei corpi miliziani barracellari, ad una porzione dei quali incumbe la vigilanza per la conservazione delle proprietà, e l’esecuzione dei comandi che loro si diano pel buon ordine pubblico, e sicurezza delle persone.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre ad Austis
15 Agosto: Madonna dell’Assunta (chiesa Parrocchiale)
3° domenica di Settembre: Sant’Antonio da Padova (loc. Basiloccu) E’ la festa più importante di Austis, è organizzata dai pastori e si svolge nei portici che circondano la chiesetta campestre dedicata al Santo. Ai partecipanti viene offerto il tipico pranzo a base di arrosti di carne.